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Il laboratorio Tiangong 1 ha iniziato una lenta discesa verso la Terra che si concluderà in una finestra temporale che va dal 29 marzo al 3 aprile.

I frammenti di una stazione spaziale cinese alla deriva potrebbero cadere anche sull'Italia. A lanciare l'allarme è la Protezione Civile che sta collaborando nell'attività di monitoraggio con l'Agenzia spaziale italiana (Asi) e il Centro di Geodesia Spaziale di Matera. Tuttavia il rischio che i detriti possano effettivente cadere sul nostro Paese è molto basso.
 
Si tratta della stazione spaziale Tiangong 1: il primo modulo sperimentale cinese lanciato nel 2011 dal centro spaziale di Jiuquan nel deserto di Gobi, fino a raggiungere, con un'inclinazione orbitale di 42.78 gradi sull'equatore, un'altezza di apogeo (il punto più distante dalla Terra) di 344 km e una di perigeo (il punto più vicino alla Terra) di 197 km.
 
 
stazione spaziale cinese
 
 
LA CADUTA  "Da marzo 2016 - fanno sapere della Protezione Civile - ha iniziato una lenta e progressiva discesa sulla Terra che si concluderà in una finestra temporale che si apre il 29 marzo e si chiude il 3 aprile 2018". Ancora oggi non è possibile stabilire una data precisa perché il laboratorio sembra fuori controllo e dal 2016 e i cinesi non forniscono informazioni dettagliate.
 
Tiangong è un grosso cilindro di circa dieci tonnellate e lungo dieci metri. Si calcola che circa solo il 20% della struttura potrebbe sopravvivere alla disintegrazione nell'atmosfera: i detriti potrebbero sparpagliarsi in un'area lunga mille chilometri e larga 400 lungo l'orbita del laboratorio che copre una fascia della Terra che include anche l'Italia, dalle regioni meridionali sino alla latitudine di Firenze.
 
PUO' COLPIRE L'ITALIA? Il rischio c'è, ma è più potenziale che reale. Le probabilità che un frammento cada in zone abitate della Terra è infatti quasi pari a zero e secondo i primi calcoli c'è il 70% delle probabilità che i detriti finiscano nell'Oceano Pacifico. Nella storia dello spazio, inoltre, non c'è mai stata alcuna vittima per fatti simili. La mappa sotto è esemplificativa: zona gialla dove la probabilità è più alta (lì si ritrova l'Italia centro-meridionale), poi la zona verde a basso rischio; infine quella celeste senza rischi. 
 
 
ProbRiskSatCinese

 

CONSIGLI DELLA PROTEZIONE CIVILE Eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi. Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire, pur nell'incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di autoprotezione qualora si trovi nei territori potenzialmente esposti all'impatto:

• è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;
 
• i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
 
• all'interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell'eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;
 
• è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto;
 
• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità competetenti.
 
 
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