Forte maltempo tra Sicilia e Calabria con nubifragi, mareggiate e venti tempestosi. Per Puglia e Basilicata interessata l’area ionica.

L’inizio della nuova settimana sarà segnato da una delle fasi perturbate più intense di questa parte dell’inverno nel cuore del Mediterraneo, a causa della formazione di un profondo ciclone denominato Harry. Si tratterà di una configurazione barica di notevole rilievo, capace di innescare condizioni di maltempo severo su ampie aree del Sud Italia. Tuttavia, nonostante il quadro sinottico particolarmente dinamico e didattico, Puglia e Basilicata non saranno il bersaglio principale del peggioramento, ma ne risentiranno in modo indiretto.
SINOTTICA COMPLESSA
Alla base di questa fase di maltempo vi è la formazione di un profondo vortice ciclonico tra Nord-Africa e Italia, con un minimo barico che potrebbe scendere fino a 997 hPa nel cuore del Mediterraneo. Questo ciclone attiverà un intenso richiamo di aria mite e molto umida dai quadranti meridionali, convogliando verso il Sud Italia masse d’aria di origine subtropicale, responsabili di piogge abbondanti e persistenti.
Allo stesso tempo, sull’Europa orientale si rafforzerà un robusto anticiclone, capace di convogliare sul suo bordo meridionale aria molto fredda nei bassi strati verso l’Italia. Il Mediterraneo centrale e l’Italia si troveranno così in una vera e propria zona di confluenza tra masse d’aria profondamente diverse, con aria mite e perturbata in quota e infiltrazioni fredde nei bassi strati. Una configurazione potenzialmente esplosiva dal punto di vista meteorologico.
L’esatta collocazione e movimento del minimo depressionario resta incerta. Tuttavia la sua collocazione piuttosto meridionale mette in secondo piano Puglia e Basilicata con gli effetti maggiori del maltempo soprattutto tra Sicilia, Sardegna e Calabria ionica dove sono attese condizioni di severo maltempo. In queste aree il mix tra forte gradiente barico e masse d’aria molto diverse potrebbe generare venti di tempesta, localmente anche di forza uragano, con raffiche superiori ai 120–130 km/h, mareggiate imponenti con onde fino a 6–8 metri e piogge abbondanti e persistenti, potenzialmente critiche dal punto di vista idrogeologico.
SU PUGLIA E BASILICATA EFFETTI INDIRETTI
Su Puglia e Basilicata, invece, la settimana si aprirà con un tempo variabile e solo a tratti perturbato, senza quel maltempo diffuso e persistente che interesserà le regioni più meridionali. Le aree maggiormente esposte ai fenomeni saranno la Lucania meridionale, il settore ionico, in particolare il Metapontino e l’area del Pollino, e in parte anche il Salento, dove non mancheranno fasi piovose, seppur irregolari.
Altrove, soprattutto sulla Puglia centro-settentrionale e sui settori adriatici, le precipitazioni risulteranno discontinue, a macchia di leopardo o del tutto assenti, con pause asciutte anche piuttosto ampie. Il cielo si presenterà spesso nuvoloso o molto nuvoloso, ma non mancheranno momenti di relativa tregua, a conferma di un coinvolgimento solo marginale rispetto al cuore del ciclone.
NEVE SULL’APPENNINO: POSSIBILI ACCUMULI SIGNIFICATIVI
Particolarmente interessante sarà il capitolo neve. Il contrasto tra aria più mite in quota e aria fredda orientale nei bassi strati potrà favorire nevicate anche di una certa consistenza a quote non troppo elevate, soprattutto tra lunedì e mercoledì. La quota neve potrebbe attestarsi oltre i 1000 metri: l’area maggiormente esposta resta quella del massiccio del Pollino, in particolare il versante orientale, dove gli accumuli potrebbero risultare localmente significativi. Più marginale, ma non del tutto escluso, il coinvolgimento delle restanti zone appenniniche lucane.
TEMPERATURE IN CALO
Le temperature subiranno un progressivo calo, portandosi su valori inferiori alla media stagionale, con massime che faticheranno a superare il muro dei 10 gradi anche su pianure e tratti costieri. Il clima risulterà quindi freddo e umido, accentuato dalla ventilazione. I venti soffieranno prevalentemente dai quadranti sud-orientali, con Scirocco freddo inizialmente protagonista, per poi tendere gradualmente a disporsi da est (Levante) con il passare dei giorni.



