Il freddo, l’attenuazione del vento e i cieli sereni favoriranno le inversioni termiche. Poi le temperature aumenteranno

Il nuovo anno si aprirà all’insegna del gelo su Puglia e Basilicata. Tra la notte di San Silvestro e le prime ore del 1° gennaio sono infatti attese gelate diffuse, anche estese e localmente intense, nonostante l’avvio di una successiva fase più mite nei giorni seguenti. Si tratterà quindi di un avvio di 2026 decisamente invernale dal punto di vista termico, soprattutto nelle ore notturne e all’alba.
GELO E INVERSIONI TERMICHE
La causa principale delle gelate sarà una combinazione di fattori particolarmente favorevoli. Nei bassi strati persisterà aria molto fredda, con isoterme comprese tra -4 e -5°C attorno ai 1500 metri di quota (850 hPa), anche se già in lenta risalita. Al tempo stesso, l’attenuazione progressiva della tramontana e l’instaurarsi di un regime anticiclonico garantiranno cieli sereni o poco nuvolosi. Questa configurazione favorirà accentuate inversioni termiche soprattutto nelle aree interne e nelle vallate. Il freddo in quota farà il resto sui rilievi.

DOVE SONO ATTESE LE GELATE
Le gelate interesseranno gran parte delle zone interne di entrambe le regioni. In Puglia saranno coinvolti il Tavoliere, la Puglia centrale, le Murge e, in forma più attenuata, anche il Salento a causa del vento più persistente. In Basilicata il rischio sarà elevato sulle valli materane e potentine, oltre che sui rilievi appenninici. Le aree più esposte saranno quelle lontane dal mare, riparate dal vento e soggette a forte raffreddamento notturno.
Sulle vette dei rilievi appenninici lucani sono attesi valori anche a doppia cifra sotto lo zero (-10/-12). Sugli altri rilievi (Murge, Monti Dauni, Valle d’Itria, Gargano) le temperature minime potranno scendere fino a -4/-5°C. Nelle vallate interne e nei fondovalle sono attesi valori compresi tra -2 e -3°C, mentre sulle pianure interne il termometro potrà portarsi tra 0 e -1°C. Anche lungo le coste e nell’immediato entroterra si registreranno minime insolitamente basse per queste aree, spesso comprese tra 0 e +3°C. Il Salento vedrà valori generalmente meno rigidi grazie alla maggiore influenza della ventilazione.
GELO ALL’ALBA POI TORNA LA MITEZZA
Il gelo sarà più marcato nelle ore notturne e al primo mattino, mentre nel corso del 1° gennaio è atteso un graduale rialzo termico diurno. Nei giorni successivi l’afflusso di correnti più miti sud-occidentali porterà un generale aumento delle temperature, segnando la fine della fase più fredda. Resta però il segnale chiaro di un avvio di 2026 dal sapore pienamente invernale, almeno nelle sue prime ore.



