Tra giovedì e sabato i giorni più delicati tra caldo torrido nell’entroterra e clima opprimente sulle coste. Occhio agli incendi.

La seconda parte dell’ultima settimana di Agosto ci regalerà la fase di caldo più intensa dell’intera stagione su Puglia e Basilicata. Dopo un’estate già caratterizzata da temperature frequentemente sopra la media, tra giovedì e sabato è attesa una nuova, poderosa ondata di caldo di matrice africana.
Saranno 48-72 ore difficili, con disagio accentuato anche per il corpo umano, in particolare per i soggetti fragili. Avremo caldo intenso, afa sulle coste e, soprattutto nelle aree interne, la possibilità di raggiungere valori estremi. Il picco sarà venerdì, quando alcune zone supereranno i 40 gradi
NUOVA FIAMMATA AFRICANA VERSO IL SUD
La configurazione atmosferica continuerà a essere dominata dal promontorio anticiclonico subtropicale, esteso dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. Nei prossimi giorni, però, una depressione atlantica in movimento sull’Europa occidentale contribuirà ad accentuare ulteriormente il richiamo di aria molto calda verso il Sud Italia e i Balcani con valori termici eccezionali in quota: le temperature a circa 1500 metri potrebbero raggiungere valori nell’ordine di +27/+29°C.
VENERDÌ IL PICCO: POSSIBILI 42-44°C
Dopo un lieve calo termico atteso nella giornata di mercoledì, da giovedì le temperature aumenteranno sensibilmente su entrambe le regioni, con massime diffusamente superiori ai 35°C e punte che potranno già raggiungere picchi fino a 38-40°C nelle aree interne. Lungo le coste, e in particolare sul Salento, il problema sarà invece rappresentato dall’elevata umidità: qui il caldo sarà meno estremo dal punto di vista della temperatura assoluta, ma decisamente più afoso e opprimente.
La giornata più delicata sarà invece venerdì, quando le temperature potranno raggiungere livelli eccezionali soprattutto sulle zone interne di Puglia e Basilicata. Le massime saranno diffusamente comprese tra 34 e 38°C, ma nelle aree potranno essere superati i 40°C, con la possibilità di picchi locali fino a 42-44°C in particolare dove ci sarà anche il contributo del vento di ricaduta dall’Appennino (effetto favonico). Le zone maggiormente predisposte potrebbero essere il Tavoliere, la Murgia, il Melfese, il Materano e l’arco ionico,
L'impennata delle temperature potrebbe essere favorita dal cosiddetto effetto favonico: quando una massa d’aria incontra una catena montuosa (nel nostro caso, l'Appennino) sale raffreddandosi, ma quando scende sul versante opposto, l’aria tende a comprimersi e quindi a riscaldarsi e a perdere umidità.
Sulle coste, soprattutto sul Salento, l’umidità sarà maggiore e il caldo assumerà caratteristiche decisamente più afose. In queste zone le temperature assolute potrebbero risultare inferiori rispetto all’entroterra, ma la combinazione tra calore e umidità renderà comunque il clima particolarmente pesante, soprattutto nelle ore notturne.
SUPERATO IL PICCO RESTERÀ IL CALDO INTENSO
Tra sabato e domenica è atteso un lieve ridimensionamento delle temperature, ma attenzione a non interpretarlo come la fine dell’ondata di caldo. Il calo sarà infatti soprattutto rispetto ai valori estremi di venerdì. Sabato potranno ancora essere raggiunti picchi fino 38-40°C nelle aree interne, mentre domenica i valori massimi potrebbero attestarsi intorno ai 37-38°C. Insomma, dopo il picco estremo di venerdì avremo un primo ridimensionamento, ma il caldo resterà intenso. Per una vera svolta verso condizioni più fresche servirà quindi ancora attendere.
ARRIVA ANCHE LA SABBIA DEL SAHARA
A rendere ancora più caratteristica questa intensa fase africana sarà anche la presenza di pulviscolo sahariano. Il forte richiamo meridionale in quota non trasporterà infatti soltanto aria molto calda, ma anche ingenti quantità di particelle di sabbia provenienti dal Sahara. Potremmo quindi assistere a cieli lattiginosi o giallastri, con il sole spesso “schermato” da una sottile coltre di pulviscolo.
ATTENZIONE ANCHE AL RISCHIO INCENDI
Questa nuova fiammata di caldo arriva inoltre in un contesto particolarmente delicato sul fronte degli incendi, con diversi roghi dolosi che hanno già devastato diverse aree della Puglia e della Basilicata. Le temperature molto elevate, il clima particolarmente secco nelle aree interne, il forte riscaldamento del suolo e il vento potranno favorire la rapida propagazione delle fiamme.


