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Come stanno gli invasi? Netto miglioramento: Monte Cotugno oltre i 200mln di metri cubi

Febbraio è stato il mese della svolta per le dighe: quasi pieno il Pertusillo, al limite il Camastra. Migliora meno Occhito

FOTO DI REPERTORIO

Netto e generalizzato miglioramento della situazione idrica al 2 marzo 2026. Dopo mesi di preoccupazione, Basilicata e Puglia possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: febbraio ha visto infatti un aumento dei livelli in tutte le principali dighe.

Il recupero era iniziato già a metà gennaio — dicembre, contrariamente a quanto si possa pensare, non è stato particolarmente favorevole ai bacini idrografici — ma è stato febbraio a imprimere una svolta decisa, grazie a precipitazioni abbondanti e continue. Il tutto nonostante la mancanza di nevicate significative a quote medie: la neve è caduta in modo consistente solo oltre i 1600–1800 metri. A fare la differenza sono state invece le piogge, frequenti e diffuse, tipiche di un inverno mite ma piovoso di stampo atlantico.

PERTUSILLO QUASI AL LIMITE. MONTE COTUGNO OLTRE 200MLN

Il caso più eclatante è quello di Monte Cotugno. In meno di un mese il principale serbatoio della Basilicata è passato da poco meno di 109 milioni di metri cubi netti del 2 febbraio agli oltre 211 milioni del 2 marzo. Un incremento superiore ai 100 milioni di metri cubi che ha consentito di sfondare quota 200 milioni netti, avvicinandosi al livello massimo autorizzato (285mln lordi). Un balzo enorme, se si considera la situazione disastrosa di inizio gennaio.

Anche il Pertusillo ha registrato una crescita consistente, passando da circa 74 milioni a oltre 96 milioni di metri cubi netti. L’invaso si è così avvicinato al limite stagionale consentito, così come il Conza che si sta avvicinando alla soglia dei 40 milioni di metri cubi netti. Situazione ormai stabilmente al limite autorizzato per il Camastra, che da oltre un mese oscilla intorno agli 11,5 milioni di metri cubi. Salita graduale ma costante anche per l’invaso di San Giuliano (+16mln a quasi 40mln di metri cubi). Occhito, infine, è passato da 66 a 91 milioni di metri cubi: un miglioramento importante, sebbene meno generoso rispetto agli altri invasi con la capienza massima (250mln) ancora lontana.

InvasoNetto 2 Feb 26 (mc)Netto 2 Mar 26 (mc)Differenza (mc)
Monte Cotugno108.917.000211.744.000+102.827.000
Pertusillo73.850.00096.389.000+22.539.000
Camastra11.749.09611.471.673−277.423
Conza24.920.96037.577.139+12.656.179
San Giuliano22.868.35239.372.415+16.504.063
Occhito66.000.00091.000.000+25.000.000

Il confronto con lo scorso anno rende ancora più evidente la portata del recupero. Un anno fa Monte Cotugno si fermava a circa 127 milioni di metri cubi netti contro gli attuali 211 milioni; il Pertusillo era poco sopra i 70 milioni, oggi ne conta oltre 96; Conza superava di poco i 22 milioni contro gli attuali 37; San Giuliano si attestava intorno ai 25 milioni rispetto ai quasi 40 odierni. Particolarmente significativo il dato di Occhito, che al 2 marzo 2025 disponeva di circa 45 milioni di metri cubi, praticamente la metà rispetto ai 91 milioni attuali.

Nel complesso, febbraio 2026 segna una vera svolta. Le riserve idriche di Basilicata e Puglia tornano su livelli rassicuranti e, pur restando ancora margini di riempimento soprattutto per i bacini più grandi, il sistema può finalmente affrontare la primavera e soprattutto l’estate con una prospettiva decisamente più serena.

Domenico Grimaldi

Domenico Grimaldi

Giornalista professionista e Digital Specialist | Team MeteOne d.grimaldi@meteone.it