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Di 26 Luglio 2026Luglio 29th, 2026No Comments

In fiamme anche il Gargano: rogo tra Peschici e Vieste. Turisti evacuati via mare

L’incendio è divampato in località Pile Fraballe, nei pressi di Difesa di Manaccora. Imponente la nube di fumo visibile da decine di chilometri.

Una domenica di paura sul Gargano. Il 26 luglio un vasto incendio ha devastato il territorio di Peschici, interessando una delle aree naturalistiche più pregiate del promontorio. Alimentato dal forte vento e dalle elevate temperature, il rogo si è rapidamente propagato dalla località Pile Fraballe fino alla costa, coinvolgendo pinete, macchia mediterranea e mettendo a rischio spiagge, campeggi e strutture turistiche.

IL ROGO DALLE COLLINE FINO AL MARE

L’incendio è divampato nella tarda mattinata in località Pile Fraballe, nei pressi di Difesa di Manaccora, un’area caratterizzata da estese pinete di pino d’Aleppo e macchia mediterranea. Spinte dal vento di scirocco, le fiamme hanno avanzato rapidamente verso valle raggiungendo il litorale tra Manaccora e Baia Zaiana. Per tutta la giornata hanno operato decine di squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e dell’Arif, supportate da due Canadair e da elicotteri antincendio.

Con il fronte di fuoco ormai a ridosso della costa, è stato necessario evacuare le spiagge più esposte e alcune aree campeggio. Circa 200 bagnanti sono stati trasferiti in sicurezza dalle imbarcazioni della Guardia Costiera e da barche turistiche, mentre il Comune di Peschici ha aperto un centro di accoglienza presso le scuole elementari per assistere le persone coinvolte. La litoranea tra Peschici e Vieste è stata chiusa in alcuni tratti per consentire le operazioni di soccorso e garantire la sicurezza dei cittadini.

DISTRUTTI CIRCA 150 ETTARI DI BOSCO

L’incendio ha lasciato dietro di sé un pesante bilancio ambientale. Secondo le prime stime sono andati distrutti circa 150 ettari di pineta e macchia mediterranea all’interno del Parco Nazionale del Gargano, uno degli ecosistemi più preziosi della Puglia. Oltre al danno naturalistico, le associazioni di categoria parlano di pesanti ripercussioni anche sull’economia turistica locale, con disdette e danni d’immagine stimati in milioni di euro. Fortunatamente non si registrano vittime né danni alle strutture ricettive.