Da mercoledì farà più caldo, ma senza eccessi col ritorno dello scirocco. Possibile nuovo peggioramento nel corso del weekend.

Da un inverno mite alle ondate di gelo polari: nel giro di poco tempo, il racconto mediatico sulle conseguenze di “el Niño” sul prossimo inverno europeo è cambiato radicalmente. Prima l’ipotesi di una stagione particolarmente mite e piovosa, poi quella di un inverno gelido caratterizzato da frequenti irruzioni di aria polare.
Ma attenzione: la realtà è decisamente più diversa e complessa. El Niño non significa automaticamente inverno mite o “ondate polari”. Utilizzare un singolo fenomeno climatico per costruire oggi la sceneggiatura del prossimo inverno è una semplificazione eccessiva.
CHE COS’È EL NINO?
El Niño è una delle due principali fasi dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation), una naturale oscillazione del sistema oceano-atmosfera che si sviluppa principalmente sul Pacifico equatoriale.
Durante una fase di El Niño si verifica un marcato riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale. Questo riscaldamento modifica la distribuzione della convezione tropicale e, di conseguenza, la circolazione atmosferica su vaste aree del pianeta.
Si tratta quindi di un fenomeno ciclico e naturale, che non si limita al Pacifico: attraverso le cosiddette teleconnessioni atmosferiche, le anomalie generate nei tropici possono propagarsi anche a grande distanza, modificando la circolazione atmosferica in altre parti del globo.
LE CONSEGUENZE: PACIFICO MA NON SOLO
Le conseguenze più immediate di El Niño si osservano soprattutto nel Pacifico tropicale e nelle regioni adiacenti. Cambiamenti nella distribuzione delle precipitazioni, nella temperatura e nella circolazione atmosferica possono interessare vaste aree del Pacifico, dell’America meridionale, dell’America settentrionale e di altre regioni tropicali e subtropicali.
El Niño avrà conseguenze indirette anche sul settore euro-atlantico, e quindi sull’Italia, ma oggi non possiamo stabilire con certezza quali saranno. Entreranno in gioco, tra gli altri, NAO, vortice polare, stratosfera e altri fattori. È l’interazione tra questi elementi a determinare concretamente la circolazione atmosferica sull’Europa
INVERNO IN EUROPA: SERVE CAUTELA
Le conseguenze di El Niño ci saranno, anche a migliaia di chilometri dal Pacifico. Quello che non possiamo sapere oggi è esattamente come si manifesteranno sul nostro comparto euro-atlantico.
Ecco perché, davanti a titoli che annunciano già oggi l’inverno mite o il grande inverno polare, sarebbe bene mantenere una certa cautela. Tra il Pacifico tropicale e una giornata di neve in Puglia o Basilicata ci sono migliaia di chilometri, numerose teleconnessioni e un’atmosfera che, fortunatamente, è molto più complessa.


