Nella notte tra il 14 e il 15 Febbraio l’arco “degli innamorati”, simbolo della marina di Melendugno si è sbriciolato.

Non solo freddo, piogge e temporali. Il colpo di coda invernale di fine marzo ha riportato la neve sui rilievi di Puglia e Basilicata fino a quote di alta collina, con imbiancate su Gargano, Monti Dauni e principali massicci dell’Appennino lucano.
NEVE SU GARGANO E MONTI DAUNI
In Puglia la neve ha interessato in modo più evidente il Gargano, dove si è registrato un velo bianco sulla parte più elevata, in particolare su Monte Calvo. Durante le fasi più intense dell’irruzione, i fiocchi hanno fatto la loro comparsa a tratti fino a 600–700 metri di quota, interessando aree come San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, seppur senza accumuli significativi a quote più basse.
Scenario invernale anche sui Monti Dauni, dove la neve ha imbiancato i rilievi più elevati. Segnalati depositi nevosi e spolverate diffuse tra Faeto, Roseto Valfortore e Alberona, con un paesaggio temporaneamente invernale soprattutto nelle aree interne del Subappennino dauno.
IN BASILICATA: IMBIANCATO L’APPENNINO
In Basilicata l’irruzione ha avuto un impatto più diffuso, con nevicate che hanno interessato tutti i principali rilievi appenninici. Il Vulture, il Sirino, il Volturino, il Monte Carmine e la Sellata sono tornati a imbiancarsi, mentre il Pollino è risultato meno coinvolto rispetto ad altri settori. Il contesto è stato pienamente invernale, con vento sostenuto e temperature rigide soprattutto in quota.
La neve ha fatto la sua comparsa anche a Potenza e nei dintorni del capoluogo, dove si sono registrati episodi di neve mista a pioggia senza accumuli al suolo, ma con atmosfera tipicamente invernale per il periodo.


