Le raffiche fino a 100 km/h sono state generate dall’outflow di un vasto sistema temporalesco sul mare che non ha interessato la terraferma

Violente folate di vento con raffiche fino a 100 m/h e una tempesta di polvere, ma senza pioggia e con fulmini lontani in mare. Cosa è successo la sera del 21 luglio lungo le coste adriatiche? Nessuna tromba d’aria o tornado. Nessuna “apocalisse”. Sono stati gli effetti indiretti prodotti da un intenso sistema temporalesco sviluppatosi sul basso Adriatico che non ha (quasi) mai toccato la terraferma ma era talmente intenso da far sentire i propri effetti anche a distanza.
All’origine del fenomeno c’era un Mesoscale Convective System (MCS), ovvero un Sistema Convettivo a Mesoscala: un vasto complesso di celle temporalesche che, anziché agire singolarmente, si organizzano in un’unica struttura in grado di produrre fenomeni intensi su aree molto estese. Questi sistemi rappresentano una delle forme più evolute della convezione atmosferica e possono mantenersi attivi per molte ore, generando forti venti, piogge intense, grandinate e intensa attività elettrica.
IL SATELLITE MOSTRA UNA STRUTTURA IMPONENTE
Le immagini satellitari della serata mostrano chiaramente la notevole organizzazione del sistema. È ben visibile la vasta incudine del cumulonembo, estesa verso i Balcani, mentre spicca il caratteristico overshooting top, la torre convettiva che supera la sommità della nube e testimonia la presenza di correnti ascensionali estremamente vigorose. Sul bordo avanzante del sistema era inoltre presente una shelf cloud (nube a mensola), transitata davanti alle coste pugliesi che pare sia evoluta anche in “roll cloud” (nube a rullo).
Le raffiche che hanno colpito il litorale non sono state prodotte dal passaggio diretto dei temporali, rimasti quasi interamente sul mare, bensì dall’outflow del sistema temporalesco. Si tratta del violento flusso di aria fredda che, una volta raggiunto il suolo sotto il temporale, si espande orizzontalmente anche per decine di chilometri. È stato proprio questo “fronte di raffica” a investire le coste adriatiche con venti tempestosi, capaci di sollevare grandi quantità di polvere, sabbia e detriti pur in assenza di precipitazioni significative sulla terraferma.
UN MACROBURST E NON UNA TROMBA D’ARIA
L’estensione spaziale delle raffiche osservate è compatibile con un macroburst, ovvero una forma di downburst (raffiche lineari discendenti) caratterizzata da correnti che, raggiunto il terreno, si propagano su un’area molto ampia. A differenza di un tornado, che concentra i danni lungo una stretta fascia attraverso un moto rotatorio, il macroburst produce raffiche lineari che possono interessare contemporaneamente decine di chilometri di costa.


