I roghi più significativi a Ruffano, Minervino Murge e Maratea. Canadair e volontari in azione

Prosegue l’emergenza incendi in Puglia e Basilicata, dove negli ultimi giorni decine di roghi hanno interessato boschi, pinete, macchia mediterranea e terreni agricoli. Le elevate temperature e il vento hanno favorito la rapida propagazione delle fiamme, rendendo necessario in numerosi casi l’intervento di Canadair ed elicotteri. Tra gli episodi più gravi figurano gli incendi di Ruffano, Minervino Murge, Punta Pizzo a Gallipoli e Monte San Biagio a Maratea.
RUFFANO E MINERVINO MURGE TRA LE AREE PIÙ COLPITE
Nel Salento uno degli incendi più estesi ha interessato il territorio di Ruffano, dove le fiamme hanno divorato ettari di macchia mediterranea, uliveti e campagne sulla collina di Santa Maria delle Grazie, uno dei luoghi simbolo della zona impegnando per ore Vigili del Fuoco, ARIF, Protezione Civile e mezzi aerei.
Critica anche la situazione sulle Murge nella zona di Minervino, dove il rogo ha raggiunto la periferia meridionale del paese costringendo, in via precauzionale, all’evacuazione di alcune abitazioni. L’intervento della Colonna Mobile Regionale, supportata da due elicotteri e un Canadair, ha permesso di contenere le fiamme dopo una lunga notte di lavoro.
Uno degli incendi più preoccupanti ha interessato il Parco naturale regionale del Litorale di Punta Pizzo, a Gallipoli. Le fiamme, alimentate dal maestrale, hanno distrutto diversi ettari di pineta e macchia mediterranea nell’area di Punta della Suina, generando una densa colonna di fumo visibile anche dal centro cittadino.
Per motivi di sicurezza sono state evacuate parte della pineta, alcuni tratti di spiaggia e numerosi bagnanti presenti sul litorale, mentre è stato necessario chiudere temporaneamente la strada provinciale. Sul posto hanno operato Vigili del Fuoco, ARIF, Protezione Civile, Guardia Costiera e un Canadair della flotta nazionale.
MARATEA, IL FUOCO LAMBISCE IL CRISTO REDENTORE
In Basilicata il rogo più grave si è sviluppato sul Monte San Biagio, a Maratea, arrivando a lambire la Basilica di San Biagio e la celebre statua del Cristo Redentore. Per domare le fiamme sono state necessarie circa nove ore di intervento con oltre trenta Vigili del Fuoco, un Canadair e un elicottero. L’incendio ha devastato una vasta area di macchia mediterranea, provocando anche danni agli impianti elettrici e rendendo necessaria la chiusura temporanea dell’accesso al Cristo, della Via Ferrata e del Cammino di San Biagio.


